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		<title><![CDATA[BeneBlogEssere]]></title>
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		<description><![CDATA[pillole di benessere dal pianeta Natura]]></description>
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			<title><![CDATA[L'onestà di Pinocchio]]></title>
			<author><![CDATA[Kamli Giusy Marchese]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=riflessioni"><![CDATA[riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>L’onestà di Pinocchio</b></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i>Quando tra inganno e verità il confine è una linea quasi impercettibile</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Nei giorni scorsi volevo preparare un dolce, giusto per rendere meno amare queste festività spogliate di ogni abituale caratterizzazione sociale ma, in compenso, appesantite dall’incertezza in un futuro che si delinea sempre più buio.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Volevo preparare un dolce non complicato, non troppo glicemico, ma che avesse comunque le caratteristiche che un dolce natalizio deve avere: i colori della festa, la morbidezza di un abbraccio ed il gusto delle cose genuine.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Volevo preparare un dolce in cui, inoltre, mettere a frutto i tanti tutorial visti nei momenti di relax.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">E ci avevo pure pensato per tempo: tutti gli ingredienti erano nella mia dispensa o nel mio frigo.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">No, aspetta, tutti gli ingredienti? Ossignùr, avevo dimenticato la panna! Beh, poco male: anche se siamo “arancioni”, la botteguccia locale qui vicino è aperta, la mia dolce metà non chiede di meglio che una motivazione valida per uscire … perfetto! Basta solo aspettare che lui ritorni dalla brevissima passeggiata e posso incominciare.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ecco, è arrivata la panna da montare, come avevo richiesto; è quella a lunga conservazione, ma da queste parti non si può chiedere molto di più; è la confezione grande e non la userò certo tutta, ma si potrà sicuramente conservare per qualche giorno, vediamo un po’ cosa dicono le istruzioni …</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Aaaaarghhhh!</span><img class="image-1 fright" src="http://www.aetneiflores.it/images/20210131_213910.jpg"  title="" alt=""/></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Panna? Dove sarebbe la panna? Cosa ho tra le mani? Un composto di acqua, il 26% di grassi vegetali di palma e palmisto, l’11,6% di zucchero, una manciata di stabilizzanti assortiti, “proteine del <b>latte</b>” ed altra roba varia tra cui dei non meglio precisati “aromi” e persino un colorante betacarotene (quindi arancione! Ma la panna non era bianca?). Però in bellissima mostra di sé, su sfondo sufficientemente evidenziato, vedo che la non meglio identificata miscela è senza glutine, senza conservanti e perfino senza grassi idrogenati. &nbsp;Devo proprio essere una vecchia bisbetica poco malleabile, ma a me quest’ultima colorata assicurazione non basta affatto: decido di cambiare ingredienti ed utilizzo del (spero) genuino latte, realizzando un dolce comunque delizioso. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><img class="image-2 fleft" src="http://www.aetneiflores.it/images/20210104_113728.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5">Ad arrabbiatura acquietata, una ulteriore occhiata alla confezione incriminata mi dona una inaspettata illuminazione: la parola “panna” non compare affatto né sull’etichetta né in alcuna delle facce del pur sempre ecologico tetrapak. C’è solo un ben noto marchio, molto ben riconoscibile, che rimanda alla vera e propria panna (ma senza nominarla esplicitamente) e la dicitura “da montare” completa il ben confezionato inganno mentale a danno del povero consumatore superficiale. Quindi, non si può affatto obiettare nulla sull’onestà del produttore, che risulta perfettamente osservante del <strong>Regolamento UE 1169/2011</strong> "<em>relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori</em>". </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ma, al di là delle mie piccole personali vicende, tutto sommato di nessuna importanza, mi chiedo: fermo restando che non si può configurare alcuna violazione della legge che, comunque, non ammette ignoranza, non dovrebbe forse esistere un modo per tutelare il consumatore più frettoloso o soltanto più sprovveduto? Cioè, non dovrebbe forse essere regolamentata anche l’allusione grafica a prodotti di ben diversa qualità, al fine di non ingannare il consumatore finale?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Tutto ciò mi riporta alla memoria quello che accadde quando fu definitivamente vietata in tv la pubblicità delle sigarette: i riconoscibilissimi loghi colorati, gialli oppure rossi o altrimenti variopinti, si trasferirono armi e bagagli sulle automobili da corsa, sulle barche a vela e persino sui capi di abbigliamento; bastò solo eliminare la parola “cigarettes”. Perché, in fondo, vige sempre il salvifico detto “fatta la legge, trovato l’inganno”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Persino Pinocchio può quindi fare sfoggio di legale onestà!</span><span class="ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><a href="https://www.facebook.com/kamligiusymarchese" target="_blank" class="imCssLink">Kamli Giusy Marchese</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 20:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Pomi d’ottone e manici di scopa]]></title>
			<author><![CDATA[Kamli Giusy Marchese]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div><b class="fs14lh1-5">Pomi d’ottone e manici di scopa</b><span class="fs14lh1-5"><!--[if !supportFootnotes]--><span class="fs14lh1-5 ff1">[1]</span><!--[endif]--></span><u></u></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Chi non vorrebbe possedere una scopa magica con la quale svolazzare allegramente qua e là? Oppure una bacchetta magica capace di realizzare ogni desiderio?</span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Lo so, sono fantasie da letteratura per l’infanzia! Ma … se fosse realizzabile? Se bastassero alcune paroline dette nel modo giusto, oppure un potente amuleto in tasca per risolvere ogni problema? Quanti sedicenti maghi, santoni e guru offrono una simile facile panacea? A caro prezzo, s’intende, ma infine stiamo parlando della felicità!</span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nell’ambito del benessere le cose non sono diverse: io posso essere miracolosamente guarito e posso perfino operare sugli altri lo stesso miracolo. Come può avvenire questo? Il guru di turno ha certamente ricevuto l’illuminazione da una qualche entità superiore, probabilmente aliena; io non ho ancora incontrato nessun disco volante ma, grazie alla magnanimità dell’Eletto (ed al denaro a mia disposizione), posso ricevere gli effetti benefici del suo potere racchiusi in un oggetto plasmato e reso magico dall’Eletto in persona, un amuleto che mi proteggerà da ogni male o un talismano che attirerà su di me esattamente il bene che desidero, come l’amore o il denaro. </span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La questione non è tanto chi offre: s’ha da campare ed il concetto di onestà è spesso soggettivo; la questione è chi acquista e soprattutto perché. Abbattuto il confine tra realtà e fantasia, i problemi della vita quotidiana riescono a portare ad un così basso livello energetico che si è preda di ogni ciarlatano che affermi di volerci mettere a parte del suo infinito “potere”. Non a caso, cercare su Google la parola “amuleto” porta a più di nove milioni di risultati. </span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il “basso livello energetico”: come può verificarsi? Parliamo sempre di “equilibrio” nell’ambito del benessere; questo equilibrio non è altro che avere i tre livelli della nostra esistenza (fisico, mentale ed emozionale) proporzionati fra di loro in modo tale che nessuno di essi fagociti l’altro. Ci saranno quindi individui che daranno uno spazio maggiore ad esempio alle emozioni, ma comunque non dimenticheranno di avere un corpo da curare ed onorare ed una mente raziocinante a cui di tanto in tanto prestare ascolto. Nel momento in cui l’equilibrio si rompe, uno dei tre elementi finisce con l’avere la totale prevalenza sugli altri, o al contrario finisce con l’essere del tutto obliato; all’individuo mancherà una parte di se stesso e, come un tavolo con un piede rotto, finirà con lo sfracellarsi metaforicamente al suolo. A quel punto, basta poco per consegnare il malcapitato nelle grinfie del furbacchione di turno: basta che il poveretto si convinca che per rialzarsi può esistere una strada veloce e di tutto riposo ed ecco che arriva l’oggetto magico risolutore dei guai. Inutile soffermarsi sui risultati, nella migliore delle ipotesi assolutamente nulli.</span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Un altro aspetto da prendere in considerazione è l’oggetto di potere per il bene altrui: la bacchetta magica con la quale il fortunato possessore può operare ogni bene verso il prossimo, guarendo malattie e scacciando negatività. E quando parlo di “bacchetta magica” non mi riferisco solo ad oggetti materiali, ma anche e soprattutto alle varie pratiche di benessere vissute non come una crescita del proprio Sé interiore e quindi una ricostruzione dell’equilibrio di cui sopra, ma come una serie di gesti, suoni, rituali da praticare senza la reale comprensione della loro azione “scientifica”, in modo ottuso, fino a trovarsi invischiati in qualcosa che, se non è cieco fanatismo, ci va comunque molto vicino.</span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Un serio professionista del benessere non “prescriverà” mai rimedi senza fornire per essi una spiegazione scientifica, non dirà mai “prendi questo (o “fai questo”) perché te lo dico io senza discutere”. Un serio operatore del benessere si metterà al fianco di chi ha perduto l’equilibrio, spiegandogli come fare per rimettersi in piedi e camminare con le proprie gambe, dando i consigli giusti affinché non si cada una seconda volta.</span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I pomi d’ottone capaci di teletrasportare il letto in ogni dove o le scope magiche per voli liberi in solitaria, infine, non fanno assolutamente parte del bagaglio culturale di un serio operatore del benessere: li lasciamo ben volentieri alle fantasie dei bambini e ad un piccolo capolavoro cinematografico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.facebook.com/kamligiusymarchese" target="_blank" class="imCssLink">Kamli Giusy Marchese</a></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> </span></div><!--[if !supportFootnotes]--><hr align="left" size="1" width="33%" class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span></div></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><!--[if !supportFootnotes]--><span class="fs10lh1-5 ff1">[1]</span><!--[endif]--> “Pomi d’ottone e manici di scopa” è il titolo di un simpatico film della Disney, uscito in Italia nel 1972, il cui personaggio principale è una apprendista strega che, dopo una serie di avventure vissute con tre bambini, un sedicente mago (in realtà un ciarlatano) ed una serie di animali umanizzati, comprende di non essere portata per la stregoneria; il tutto ambientato in Inghilterra all’inizio della seconda guerra mondiale.</div><div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Aug 2020 19:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Santa Ildegarda di Bingen (seconda parte)]]></title>
			<author><![CDATA[Naturopata M. Gabriella Caruso]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=storia"><![CDATA[storia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div>I suoi rimedi sono basati, secondo l'uso del tempo, sulla dottrina dei &nbsp;temperamenti, sul caldo e sul freddo, sull'umido e il secco e sul loro &nbsp;bilanciamento, in eccesso o in difetto per riequilibrare gli umori causa &nbsp;del disturbo.<br> Molti ancora oggi vengono usati nella fitoterapia &nbsp;contemporanea; ad esempio, per la cefalea e il mal di stomaco Ildegarda &nbsp;suggerisce la mentuccia, dove la fìtoterapia moderna adopera la menta; &nbsp;contro la nausea suggerisce il cumino, &nbsp;ancora oggi usato; per la tosse e il raffreddore trova efficace il &nbsp;tanaceto e, in caso di epistassi, l'aneto e l'achillea millefoglie, erbe &nbsp;similmente adoperate ai giorni nostri. <img class="image-0 fright" src="http://www.aetneiflores.it/images/hildegarda.jpg"  title="" alt=""/><br> Ildegarda scrive anche di &nbsp;cristalloterapia; consapevole che pure nelle pietre risiede la &nbsp;viriditas, e attribuisce alle diverse pietre i loro poteri curativi. &nbsp;Dedica alle pietre un'opera specifica (il De Lapidarum) e suggerisce &nbsp;diversi modi per utilizzarne i benefici effetti, indossandole o &nbsp;variamente preparandole.<br> Ad esempio, ai mentitori e alle persone &nbsp;inclini alla collera per guarire suggerisce di tenere in bocca un &nbsp;diamante; il topazio, invece, messo in una bevanda, neutralizza &nbsp;qualsiasi veleno; la perla, sciolta in poche gocce d'aceto, ingerita, è &nbsp;efficace contro il mal di testa; l'ametista, strofinata sulle zone &nbsp;interessate, elimina le macchie dal viso.<br> Per il dolore al cuore è &nbsp;opportuno mettere una pietra di diaspro freddo sul petto fino a quando &nbsp;il calore del corpo non lo abbia riscaldato, poi toglierla e lasciarla &nbsp;raffreddare ancora, ripetendo il trattamento sino a quando non si &nbsp;riscontra il miglioramento; per i sogni agitati e gli incubi, invece, &nbsp;suggerisce di tenere la pietra di diaspro accanto a sé mentre si dorme: &nbsp;la sua energia favorirà la serenità del sonno.<br> E per gli occhi &nbsp;dolenti, Ildegarda consiglia di mettere un topazio a bagno nel vino per &nbsp;tre giorni e tre notti e poi, prima d' andare a dormire, di appoggiare &nbsp;la pietra bagnata di vino sugli occhi. Anche nel terreno della &nbsp;cristalloterapia, come in quello fitoterapico, Ildegarda mostra la sua &nbsp;capacità di intuizione, comprensione del linguaggio simbolico e delle &nbsp;energie, unita ad una attenta osservazione degli effetti dei rimedi.<br> &nbsp;Ildegarda che fu unica, irripetibile, profetessa e musicista &nbsp;(probabilmente la prima donna musicista della storia cristiana), mistica &nbsp;e donna di potere, visionaria, filosofa e donna di medicina, scienziata &nbsp;e poetessa, umile e famosa in tutta Europa, anticonformista, &nbsp;instancabile organizzatrice e donna dalla salute fragilissima, &nbsp;aristocratica confidente di papa e imperatori e fiera sostenitrice della &nbsp;vicinanza al popolo. Ildegarda che nelle sue visoni incontrava Sophia, &nbsp;la sapienza divina femminile, e da essa ispirata diede forma ad una &nbsp;descrizione dell'universo, del mondo e dell'uomo pervasi da un'armonia e &nbsp;una bellezza profonde. Ildegarda che seppe essere delicata, autorevole, &nbsp;concreta, accogliente, ispirata, coraggiosa e paziente.<br></div><div><br></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.facebook.com/mgabriella.caruso" target="_blank" class="imCssLink">Naturopata M. Gabriella Caruso</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 07:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Santa Ildegarda di Bingen (prima parte)]]></title>
			<author><![CDATA[Naturopata M. Gabriella Caruso]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=storia"><![CDATA[storia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div><span class="fs12lh1-5">Essendo “donna e pure monaca”, entrò in duro contrasto con la Chiesa che &nbsp;mal sopportava l’idea di una donna curiosa e per giunta colta! Infatti &nbsp;per le se sue prerogative di ricercatrice della salute e di guaritrice &nbsp;attraverso le erbe che usava, venne accusata di apostasia e stregoneria. &nbsp;Solo la sua vita integra e cristallina la salverà e la condurrà ad una &nbsp;&nbsp;santità dichiarata dalla stessa chiesa che l’aveva ostacolata. E’ stata &nbsp;proclamata Dottore della Chiesa nel 2012 da Papa BenedettoXVI.<br> &nbsp;Ildegarda è la decima e ultima figlia di nobile famiglia. Nasce in epoca &nbsp;di crociate: il nome Ildegarda significa proprio vincitrice delle &nbsp;battaglie. Fin da piccola era una bambina 'speciale' (oggi diremmo &nbsp;“indaco” ): intelligente, acuta, di salute assai instabile; anche la sua &nbsp;natura di visionaria comparve molto presto, verso i 5 anni. I genitori &nbsp;decidono di affidarla, all'età di otto anni, alla maestra Jutta, una &nbsp;giovane di nobile lignaggio che si era appena ritirata in clausura &nbsp;presso il monastero benedettino di Disibodenberg. Monaca &nbsp;"aristocratica", Ildegarda più volte definì se stessa come «una piuma &nbsp;abbandonata al vento della fiducia di Dio». Fedele peraltro al &nbsp;significato del suo nome, " vincitrice delle battaglie", fece della sua &nbsp;religiosità un'arma per una battaglia da condurre per tutta la vita: &nbsp;scuotere gli animi e le coscienze del suo tempo. </span><img class="image-0 fright" src="http://www.aetneiflores.it/images/ildegarda-sassi-dautore.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5"><br> Non ebbe timore di &nbsp;uscire dal monastero per conferire con vescovi e abati, nobili e &nbsp;principi. In contatto epistolare con il monaco cistercense Bernardo di &nbsp;Chiaravalle, sfidò con parole durissime l'imperatore Federico &nbsp;Barbarossa, fino ad allora suo protettore, quando questi oppose due &nbsp;antipapi ad Alessandro III. L'imperatore non si vendicò dell'affronto, &nbsp;ma lasciò cadere il rapporto di amicizia che fino ad allora li aveva &nbsp;legati. Muore il 17 settembre del 1179.<br> Per l'epoca in cui è &nbsp;vissuta, Ildegarda di Bingen è stata una monaca controcorrente e &nbsp;anticonformista. Ha studiato a lungo occupandosi di teologia, musica e &nbsp;medicina. Ha lasciato alcuni libri profetici – lo Sci Vias (Conosci le &nbsp;vie), il Liber Vitae Meritorum (Libro dei meriti della vita) e il Liber &nbsp;Divinorum Operum (Libro delle opere divine), oltre a una notevole &nbsp;quantità di lavori musicali, raccolti sotto il titolo di Symphonia &nbsp;harmoniae celestium revelationum, diviso in due parti: i Carmina (Canti) &nbsp;e l'Ordo Virtutum (La schiera delle virtù, opera drammatica musicata). &nbsp;Un notevole contributo diede pure alle scienze naturali scrivendo due &nbsp;trattati enciclopedici che raccoglievano tutto il sapere medico e &nbsp;botanico del suo tempo e che vanno sotto il titolo di Physica (Storia &nbsp;naturale o Libro delle medicine semplici) e Causae et curae (Libro delle &nbsp;cause e dei rimedi o Libro delle medicine composte). Una posizione &nbsp;centrale nel pensiero di Ildegarda – di carattere assai forte, ma &nbsp;cagionevole di salute – la occupa la Viriditas, l'energia vitale intesa &nbsp;come rapporto filosofico tra l'uomo , con le sue riflessioni e le sue &nbsp;emozioni, e la natura, preziosa alleata anche per guarire dalle &nbsp;malattie.<br> L'intera opera di Ildegarda si basa sull'uso dell'analogia &nbsp;e del simbolo: attraverso tali strumenti ella tenta di comunicare non &nbsp;solo le idee ma anche l'esperienza, incomunicabile a parole. Dalla &nbsp;fisica alla medicina, una stessa legge attraversa le scienze, una legge &nbsp;di corrispondenza.<br> La sua medicina ha due anime: quella mistica (le &nbsp;visioni rivelatrici divine, il veder dentro nella luce divina), e &nbsp;l'altra scientifica, quella che la porta ad osservare direttamente la &nbsp;natura, raccogliendo le erbe più rare, osservando i decorsi delle &nbsp;malattie delle sorelle e degli infermi dei dintorni di Bingen, &nbsp;elaborando rimedi, cure, ricette (l'alimentazione è un aspetto &nbsp;fondamentale per la salute), spesso validi ancora oggi. Spiega i 4 &nbsp;fondamenti della medicina; la dieta, il salasso, il digiuno e i &nbsp;medicamenti. I suoi interventi prevedevano il “mondare” il malato prima &nbsp;di iniziare una cura. Conoscendo bene la sofferenza, a causa della sua &nbsp;salute malferma, Ildegarda, in straordinaria modernità d'intuizione, è &nbsp;convinta che, proprio per la corrispondenza di uomo e universo, &nbsp;inscindibilmente legati, il malessere dell'uno si ripercuota sull'altro, &nbsp;perciò, per raggiungere o riacquisire il benessere psico-fisico, &nbsp;l'essere umano doveva ri-attingere le energie necessarie dal mondo &nbsp;circostante, essendo parte del tutto, giacché i suoi disturbi &nbsp;dipendevano proprio dalla perdita dell'armonia con l'ambiente esterno.<br> &nbsp;Ildegarda attinge al mondo vegetale, descrivendo anche la forma delle &nbsp;piante, le caratteristiche del rimedio, gli effetti prodotti, la diversa &nbsp;efficacia e i diversi utilizzi, personalizzando la cura a secondo &nbsp;se a &nbsp;riceverla sia un uomo o una donna. (segue...)</span><br></div><div><span class="fs10lh1-5">(foto di SASSI D'autore)</span><br></div><div><br></div><div><a href="https://www.facebook.com/mgabriella.caruso" target="_blank" class="imCssLink">Naturopata M. Gabriella Caruso</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 15:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il "Gronchi rosa"]]></title>
			<author><![CDATA[Kamli Giusy Marchese]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=riflessioni"><![CDATA[riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Quando ero bambina mio padre mi fece scoprire il mondo dei francobolli. Mio papà non era assolutamente un filatelico, credo non abbia mai comprato una “quartina” o altro valore postale che non gli servisse per spedire qualcosa a parenti ed amici lontani, ma gli piaceva l’operazione di distacco del francobollo dalla busta, l’asciugatura, la classificazione e soprattutto gli piacevano quei pezzettini a volte coloratissimi e dalle forme non sempre quadrangolari che, come piccole finestre sul mondo gli aprivano piccoli orizzonti sconosciuti. La mancanza del web era allora colmata dalla carta stampata, fossero pure pochi centimetri quadrati con i dentelli. Fu mio padre a parlarmi del leggendario “Gronchi rosa”, un francobollo legato al nome di uno dei nostri Presidenti che, per misteriose ragioni (forse lui non le conosceva neppure) era diventato una cosa preziosissima, a possedere la quale si sarebbe automaticamente stati iscritti nella categoria dei ricchi. Per tanti anni ho continuato a raccogliere francobolli, sempre più distrattamente, fino a disinteressarmene quasi del tutto. Non ho mai trovato un Gronchi rosa o qualcosa di almeno pari valore e, in fondo, non me ne sono mai rammaricata più di tanto.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Stamattina ho ripensato al mondo della filatelia. Ho ripensato a quanti per tutta la loro vita hanno collezionato francobolli e non solo, ispezionando mercatini delle pulci nella speranza di trovare il loro pezzo straordinario, quello che da solo è capace di dare un senso ad una intera collezione. Ci ho ripensato leggendo una delle tante storie, tutte troppo dolorosamente uguali in questo tempo sospeso e stravolto, la storia di una donna in terapia intensiva, privata della vicinanza della famiglia, alla quale una pietosa infermiera regala una videochiamata per vedere i suoi figli, per vederli un’ultima volta prima di spegnersi falciata dall’assassino invisibile che terrorizza queste nostre recluse giornate. Non ha forse quella donna, alla fine della sua vita, trovato il suo Gronchi rosa, quella cosa dal valore inestimabile, unica come l’affetto dei suoi figli? Ed ho quindi pensato a quante volte non facciamo caso ai momenti preziosi che viviamo, alle persone che si affiancano a noi nel nostro cammino o anche solo banalmente alla bellezza intrinseca degli oggetti di cui ci circondiamo. Non ci facciamo caso perché inseguiamo sempre il miraggio del preziosissimo Gronchi e neppure vediamo i tanti altri rettangolini dentellati che riempiono e colorano la nostra vita e tra i quali si nascondono certamente valori inestimabili.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Stamattina ho compreso finalmente la lezione che tanto tempo fa aveva cercato di insegnarmi mio padre: non mi voleva incitare a cercare il Gronchi per diventare ricca, ma voleva semplicemente significarmi che, se avessi scrupolosamente raccolto i francobolli nei quali mi imbattevo e li avessi trattati con attenzione e rispetto, forse un giorno avrei scoperto di possedere un novello Gronchi, preziosissimo, che avrebbe cambiato la mia vita. Stamattina ho compreso quanto ricca io sia, quanti “Gronchi rosa” io possegga. Forse stamattina è cambiata davvero la mia vita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.facebook.com/kamligiusymarchese" target="_blank" class="imCssLink">Kamli Giusy Marchese</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 18:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tempus fugit]]></title>
			<author><![CDATA[Naturopata M. Gabriella Caruso]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=riflessioni"><![CDATA[riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><span class="fs12lh1-5">Tempo. Gli anglosassoni hanno due idiomi per definirlo: weather, in &nbsp;senso meteorologico e time per lo scorrere delle ore. Gli anziani sono &nbsp;interessati a tutte e due le eccezioni , certamente l'orario è &nbsp;necessario per l'assunzione dei farmaci, per i pasti, per l'attesa di &nbsp;una visita o di chi li accompagna per le incombenze quotidiane. Ma &nbsp;perché sono tanto interessati alla meteorologia? Alle 12,30 in &nbsp;punto,ecco che ritorna l'orario, sono davanti alla TV per vedere le &nbsp;previsioni e si arrabbiano pure se vengono disturbati! Chissà se &nbsp;l'indomani devono potare la vigna o seminare il basilico... Ma forse &nbsp;sono solo preoccupati perché è passato un altro giorno. &nbsp;Per i miei &nbsp;coetanei il tempo è sempre troppo... troppo poco, troppo caldo o troppo &nbsp;umido. Non abbiamo tempo neanche per noi, o perlomeno è la scusa che si &nbsp;trova quando non si vuole fare qualcosa o vedere qualcuno, ma il tempo &nbsp;che impieghiamo a scrivere messaggi &nbsp;sarebbe sufficiente per fare una &nbsp;telefonata e magari fare felice qualcuno con molto poco...tempo. Di &nbsp;quello meteorologico ce ne importa mica tanto, non abbiamo piu' l'animo &nbsp;contadino e abbiamo un mezzo di trasporto, &nbsp;quindi... ma che caldo in &nbsp;auto! Non ci sono più le mezze stagioni!<br> &nbsp;I giovani e i giovanissimi &nbsp;questo tempo prezioso lo sprecano credendo di averne chissà quanto, poi &nbsp;si guardano indietro ed in un attimo sono negli anta. Se piove stanno &nbsp;davanti i videogiochi, &nbsp;se c'è il sole pure. Godiamocelo sto tempo in &nbsp;tutte le sue declinazioni perché solo il tempo e le stagioni della vita &nbsp;costruiscono i ricordi.</span><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.facebook.com/mgabriella.caruso" target="_blank" class="imCssLink">Naturopata M. Gabriella Caruso</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 10:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Alimentazione e Ben-Essere: il cosiddetto "Junk Food"]]></title>
			<author><![CDATA[Naturopata M. Gabriella Caruso]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=alimentazione"><![CDATA[alimentazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Alimentarsi è un’esigenza dell’uomo ed anche in senso olistico, per quanto possibile, questo principio va rispettato. L’obiettivo alimentare è quello di fornire energia che serve alle singole cellule per fare il loro lavoro. A partire dalla masticazione, il ruolo del sistema digerente è quello di ridurre gli alimenti ai loro principi fondamentali: zuccheri, grassi e proteine. Sotto questa forma elementare queste sostanze entrano all’interno della cellula e vengono utilizzate per produrre energia. Questa energia verrà utilizzata per fare il lavoro proprio della cellula oppure immagazzinata, in attesa di tempi “duri” per essere utilizzata.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Naturalmente il tutto non è così semplice, ma probabilmente un po’ di responsabilità è anche nostra. Per il corretto funzionamento di tutto il sistema, infatti, sono necessari alcuni accorgimenti. Innanzitutto un giusto rapporto tra proteine, glucidi e lipidi, poi il giusto rifornimento di vitamine, sali minerali e altri principi, che spesso mancano nell’alimentazione abituale. Ad esempio nel famigerato “junk food” o cibo spazzatura. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">E ’un cibo che è stato lavorato e raffinato il quale, nelle varie fasi della lavorazione industriale, è stato depauperato delle principali sostanze nutritive e al quale sono stati aggiunti conservanti ed additivi chimici che ne modificano colore, sapore, e che in molti casi contribuiscono a creare una sorta di dipendenza ad esempio gli aromi, il sale e i coloranti. Risultato: un cibo altamente calorico ma molto povero dal punto di vista nutrizionale :il cosiddetto cibo a calorie vuote. I tre ingredienti base del</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">junk food sono sale, zuccheri e grassi animali ma anche oli e grassi vegetali di qualità scadente o idrogenati.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Generalmente quando si parla di cibo spazzatura il pensiero comune va al cibo dei fast food, agli snack dolci e salati, e alle bibite gassate.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Certo queste categorie di prodotti rientrano di diritto nel cibo spazzatura,</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">ma ci sono anche molti altri alimenti, per alcuni considerati insospettabili, che possono rientrare in questa categoria. Penso a due prodotti per la colazione: i cereali e molte preparazione proposte come yogurt alla frutta: prodotti ricchi di zuccheri raffinati con minime quantità di frutta, neanche fresca. Oppure certi dolci e snack con confezioni che evocano immagini bucoliche e che di naturale non hanno proprio niente: tra gli ingredienti quasi sempre troviamo farina 00, sciroppo di glucosio-fruttosio, olio di palma o altri oli vegetali raffinati e di pessima qualità, aromi artificiali ed altri additivi.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">“Provate a prendere della segatura, aggiungete una buona dose di zucchero e magari un po’ di cacao ed assaggiatela. Scoprirete che avrà un buon sapore”.</span></i><span class="fs12lh1-5"> Prof. Franco Berrino</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ai pessimi ingredienti citati, sempre presenti nel cibo spazzatura, si aggiungono gli additivi: conservanti e coloranti. Inoltre spesso gli ingredienti di questi cibi provengono da colture intensive ( non certo biologiche ) nel caso di vegetali, o da allevamenti intensivi nel caso di uova e carni, per cui avremo diserbanti ed antiparassitari da una parte, e antibiotici e ormoni della crescita dall’altra. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quali sono i più comuni junk food? </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">•</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Bibite gassate, sia “normali” che “light”: conservanti, coloranti, zuccheri o derivati, sono sicuramente da evitare il più possibile. Considerate solo che una lattina di coca cola contiene almeno 10 cucchiaini di zucchero! Inoltre anche quelle “light” non sono da meno: sebbene siano dichiarate a “zero calorie” o quasi, queste bevande contengono comunque dolcificanti chimici (come l’aspartame), che risultano essere tossiche se non addirittura cancerogene.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">•</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Patatine fritte, specie quelle confezionate: spesso fritte in oli riciclati, contengono una quantità enorme di grassi saturi e sale ed inoltre sono soggette alla presenza di acrilamide</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">una sostanza molto tossica che si forma durante il processo di cottura (soprattutto frittura), a temperature elevate (oltre 120-140°C), degli alimenti ricchi di carboidrati come appunto le patate o i cibi infarinati o impanati. Sono considerate tra le maggiori responsabili dell’aumento di peso.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">•</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Wurstel e derivati: pieni di grassi e conservanti, sono il risultato di impasti di scarti di macelleria con aggiunta di insaporitori artificiali e spesso proteine del latte. Lo stesso vale per i prodotti avicoli come pepite di pollo, cotolette pronte o affettati come fesa di pollo o tacchino</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">•</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Sottilette e formaggini: facciamo attenzione a questa tipologia di “formaggi” industriali, A seconda della marca, si tratta comunque della produzione industriale di un alimento simile al formaggio fatto da un miscuglio di grassi del latte solidi, proteine del siero, emulsionanti e coloranti alimentari. Il contenuto di sodio molto alto.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">•</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Pizza surgelata: l’uso di conservanti in quantità e una produzione industriale con farine troppo raffinate e condimenti scadenti per abbassare il prezzo, rende questo alimento poco sano e quasi per nulla nutriente, con un indice glicemico di gran lunga superiore rispetto ad una pizza artigianale.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">•</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Snack e merendine confezionate: anche in questo caso sono piene di zuccheri, grassi idrogenati e farcite con conservanti a non finire. E’ necessario fare attenzione anche alle merendine vendute come “light” o “dietetiche”: spesso cambia poco nulla. Molto meglio una ciambella fatta in casa o una fetta di pane tostato con marmellata artigianale.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">•</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Salse: ad esempio la maionese, ricca di grassi che possono causare problemi al nostro livello di colesterolo, oltre ai soliti conservanti, emulsionanti ed aromi artificiali.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">•</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Cibi precotti: facciamo attenzione anche a questa categoria di prodotti. Si tratta spesso di alimenti di bassa qualità, pieni di sale e conservanti, capaci di far ingrassare velocemente senza apportare nutrienti significativi.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Riassumendo, è sempre meglio evitare gli alimenti confezionati, preconfezionati e precotti.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il nostro corpo in tutta la storia dell’evoluzione ha imparato a riconoscere cosa è naturale. Se ci alimentiamo per anni con prodotti che non riconosce, prima o poi ci chiederà il conto (pensiamo al crescente fenomeno delle intolleranze). Il nostro organismo reagirà provocando malesseri, e poi ammalandosi perché non è in grado di riconoscere e non sa come gestire gli alimenti che gli stiamo fornendo. Un po’ come fa il nostro sistema immunitario ma del resto non sono in collaborazione?</span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.facebook.com/mgabriella.caruso" target="_blank" class="imCssLink">Naturopata M. Gabriella Caruso</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 13:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Che stress...!]]></title>
			<author><![CDATA[Naturopata M. Gabriella Caruso]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=benessere"><![CDATA[benessere]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nel linguaggio comune la parola stress è associata a tensione, esaurimento, fastidio. Per questo motivo si tende a dare una valenza negativa generalizzata alla parola. In realtà, entrando nel settore della fisiologia umana, la capacità del nostro corpo di reagire con lo stress è la ragione per la quale siamo vivi. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La fase di allarme è quella fondamentale: l’agente stressante mette il nostro organismo nella condizione di prepararsi a reagire e contrastare l’evento esterno o interno e di questo se ne occupa il sistema nervoso simpatico: rallenta o si interrompe la fase digestiva, la peristalsi, la produzione di ormoni gastroenterici. Il flusso ematico ed il conseguente apporto di nutrienti viene dirottato ai muscoli. I bronchi si dilatano così come le pupille. La frequenza cardiaca e respiratoria aumentano. Con il perdurare dello stress e comunque anche dopo qualche tempo dal cessare dello stimolo il nostro corpo rimane in uno stato di allerta detto fase di adattamento.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Questa fase termina con la fase di esaurimento in cui l’organismo torna ad uno stato meno</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">efficiente di quello di partenza, per poi ristabilire un livello di normalità tramite il sistema parasimpatico.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quello che abbiamo descritto ora è l’opportuna risposta ad uno stimolo esterno per ottenere dal nostro organismo una giusta reazione di difesa. Il vero problema insorge quando la reazione non è opportuna. Mettiamo in evidenza quella che ci porta alla patologia: il ripetersi, senza soluzione di continuità di stimoli stressogeni che non lasciano all’organismo la possibilità di recuperare ma lo mantengono in una costante fase di adattamento. In questo modo, seguendo le varie modalità di reazione, si verificano diversi effetti negativi.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">È attivo il sistema ossidante, è basso il livello di difesa immunitaria, è alto il metabolismo a scapito della gestione ottimale delle energie, è elevato il livello di acidosi.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In poche parole il corpo si ammala. E come se questo non bastasse apre la porta ad elementi patologici che trovano facile strada in un organismo le cui reazioni di difesa sono orientate in</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">modo sbagliato. Tutta questa descrizione diventa un nostro problema quando andiamo a vedere quali possono essere considerati agenti stressogeni.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Stanchezza e mancato riposo, eccessi alimentari, tossine alimentari, alcool, fumo, cattivi pensieri sono le fonti principali di stress cui vanno sommate quelle della vita quotidiana come gli spaventi, l’incontro con virus, batteri, funghi, parassiti, a cui il nostro organismo è abituato a rispondere.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ciò che accade è una sequenza logica di eventi. Se gli agenti stressogeni si manifestano in</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">modo continuo il nostro corpo vive in un costante stato di adattamento del quale difficilmente</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">ci rendiamo conto. Ciò provoca un esaurimento delle nostre capacità difensive che, arrivato al dunque, provoca una reazione insufficiente anche nei confronti di uno stimolo banale e normalmente ben controllato.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Tutto questo non è ancora malattia vera e propria, ma ne rappresenta l’anticamera.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il passo successivo, come si può logicamente prevedere, è l’insorgenza di patologie croniche e degenerative. Depressione ed ansia sono associate e/o predicono il rischio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.facebook.com/mgabriella.caruso" target="_blank" class="imCssLink">Naturopata M. Gabriella Caruso</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 17:54:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.aetneiflores.it/blog/?che-stress----</link>
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			<title><![CDATA[La scorza degli agrumi]]></title>
			<author><![CDATA[Naturopata M. Gabriella Caruso]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=alimentazione"><![CDATA[alimentazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Come anticipato ieri, dopo polpa e albedo, oggi esaminiamo l’ultima parte degli agrumi che resta: la scorza.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutti conosciamo la bontà delle scorzette candite, e magari anche ricoperte di cioccolato, ma ne conosciamo anche i benefici?</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La &nbsp;scorza degli agrumi contiene anch’essa Vit. C e molte fibre ma deve il &nbsp;suo celestiale aroma alla grande presenza degli oli essenziali contenuti &nbsp;al suo interno e questi oli hanno ovviamente molte proprietà, ma questi &nbsp;agrumi dovranno necessariamente essere di agricoltura biologica! La &nbsp;principale, come tutti gli O. E., è quella di un ottimo antibatterico ed &nbsp;antivirale quindi il suo infuso è un buon supporto contro le influenze &nbsp;ed i mali di stagione. Hanno proprietà digestive e alleggeriscono il &nbsp;lavoro del fegato quindi ottimo dopo una grande abbuffata (ricordate &nbsp;l’antico canarino?) ma ne conoscete anche gli usi esterni? Visto il loro &nbsp;potere antibatterico ma la rapida volatilità degli oli, vi suggerisco &nbsp;una ricetta per avere sempre a disposizione un efficace disinfettante &nbsp;lenitivo per piccoli guai come taglietti, bruciature ma anche foruncoli. &nbsp;Mettete in un vasetto sterilizzato una buona quantità di bucce di &nbsp;limone (o qualsiasi altro agrume o anche miste) tagliate a striscioline &nbsp;sottili senza la parte bianca, gli chef direbbero “zeste”, per circa un &nbsp;terzo della capienza e ricoprite il tutto con un ottimo miele biologico. &nbsp;Lasciate al buio per almeno un paio di settimane e…voilà, il nostro &nbsp;linimento è pronto!</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">P. S. Il nostro linimento è buonissimo anche spalmato sul pane!😉</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><a href="https://www.facebook.com/mgabriella.caruso" target="_blank" class="imCssLink">Naturopata M. Gabriella Caruso</a></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 15:06:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.aetneiflores.it/blog/?la-scorza-degli-agrumi</link>
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			<title><![CDATA[L'albedo degli agrumi]]></title>
			<author><![CDATA[Naturopata M. Gabriella Caruso]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=alimentazione"><![CDATA[alimentazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Oggi volevo porre l’attenzione su una parte degli agrumi che di solito &nbsp;viene scartata: la parte bianca o albedo (da albus=bianco).</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Molti &nbsp;pelano gli agrumi come se fossero delle patate non sapendo che stanno &nbsp;gettando nell’immondizia una parte molto utile alla nostra salute. &nbsp;L’albedo,infatti, è ricco di bioflavonoidi e pectina. Questi particolari &nbsp;bioflavonoidi rinforzano la Vit.C contenuta nella polpa con effetti &nbsp;importanti sul sistema cardiocircolatorio e soprattutto vascolare . &nbsp;Infatti aiutano a rinforzare le pareti venose e capillari diminuendo il &nbsp;rischio di varici.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La pectina invece, funziona da fibra solubile &nbsp;dando non solo un senso di sazietà, ma anche tenendo a bada zuccheri e &nbsp;colesterolo. L’albedo, quindi, è un ottimo alleato nelle diete &nbsp;dimagranti.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E poi, che ci facciamo con la parte colorata della buccia? Be’…ve lo dico domani!😉</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><a href="https://www.facebook.com/mgabriella.caruso" target="_blank" class="imCssLink">Naturopata M. Gabriella Caruso</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 15:05:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.aetneiflores.it/blog/?l-albedo-degli-agrumi</link>
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			<title><![CDATA[Le arance rosse di Sicilia]]></title>
			<author><![CDATA[Naturopata M. Gabriella Caruso]]></author>
			<category domain="http://www.aetneiflores.it/blog/index.php?category=alimentazione"><![CDATA[alimentazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Oggi vorrei parlare di arance rosse di Sicilia, una nostra tipica &nbsp;&nbsp;eccellenza. &nbsp;In Sicilia identifica tre varietà (Moro, Tarocco e &nbsp;&nbsp;Sanguinello) a Indicazione Geografica &nbsp;Protetta (IGP) coltivate nelle &nbsp;province di Catania, Enna, Ragusa e &nbsp;Siracusa. Un’arancia rossa di medie &nbsp;dimensioni apporta all’incirca 80 &nbsp;Calorie (circa 34 ogni 100 g), per &nbsp;lo più sotto forma di carboidrati, &nbsp;poche proteine e ancora meno grassi &nbsp;ed è inoltre una fonte di:</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fibre</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vitamina A</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vitamina C</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vitamina B1</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vitamina B2</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">folati</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vitamina K</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vitamina PP</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">acido citrico</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">calcio</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">altri minerali e vitamine</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">antocianine (in particolare CIANIDINA)</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A &nbsp;quest’ultima sono state inoltre associate proprietà antitumorali e &nbsp;&nbsp;antinfiammatorie, e sembra che aiuti a ridurre il colesterolo cattivo. &nbsp;&nbsp;La cianidina sembra inoltre aiutare a difendere la salute dello stomaco &nbsp;e &nbsp;della vista, a proteggere globuli rossi e vasi sanguigni, a &nbsp;prevenire &nbsp;l’obesità e a tenere sotto controllo il diabete.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I folati &nbsp;presenti &nbsp;nell’arancia rossa sono invece utili per soddisfare i &nbsp;fabbisogni di &nbsp;acido folico dell’organismo femminile durante la &nbsp;gravidanza e a &nbsp;prevenire, così, l’insorgenza di gravi difetti dello &nbsp;sviluppo del &nbsp;sistema nervoso. Infine, la presenza di vitamina K, unita &nbsp;al basso &nbsp;contenuto di sodio, aiuta a combattere la pressione alta, &nbsp;mentre l’acido &nbsp;citrico aiuta a prevenire i calcoli renali e la fibra &nbsp;favorisce il &nbsp;transito intestinale controllando, allo stesso tempo, &nbsp;l’assorbimento di &nbsp;zuccheri e colesterolo.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il consumo di arancia &nbsp;rossa potrebbe &nbsp;interferire con l’efficacia di farmaci diuretici, di &nbsp;alcuni antibiotici &nbsp;(macrolidi) e degli antistaminici.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(Tratto dal sito di Humanitas)</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><a href="https://www.facebook.com/mgabriella.caruso" target="_blank" class="imCssLink">Naturopata M. Gabriella Caruso</a></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 09:55:00 GMT</pubDate>
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